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Risposta ad un commento sul Volontario di Protezione Civile PDF Stampa E-mail

Pubblichiamo la lettera inviata in redazione da un nostro lettore a commento delle riflessioni espresse nella presente rubrica da un altro 'collega volontario (numero di giugno 2007) sul ruolo del volontario di protezione civile

Caro Direttore,

vorrei riallacciarmi alla lettera molto sincera e sentita che un volontario di San Vittore Olona ha scritto e che è stata pub­blicata sul numero di giugno del vostro mensile.

Parole e fatti che sento di condividere e che sono già nella mia ideologia in modo concreto e reale.

Non tutti potranno essere d'accordo con il mio punto di vista e con quello del no­stro amico ma, è giusto e onesto parlarne. Parlare di un malessere che si sta allar­gando sempre più.

Ho intrapreso la strada della protezione civile nel 1984 e mi rivedo pieno d'en­tusiasmo, speranze, progetti, buona vo­lontà che ancora oggi sento vivere in me, perché credo in quello che faccio e porto avanti la passione immensa per la cino­filia e per l'addestramento d'unità cino­file per la ricerca di persone in caso di crollo. Anni fa tutto era 'diverso' e nell'a­ria si percepiva la sensazione di crescita, sviluppo, maturazione del volontariato.

Sì, è anche vero che non sempre le cose andavano nel migliore dei modi ma, ri­peto, ci credevo come credo tutt! oggi in un volontariato dove niente è lasciato al caso, all'improvvisazione, alla fortuna.

Per questo ci si addestra in modo continuo per far sì che, in caso di emergenza si dia il meglio di noi senza errori, incer­tezze, titubanze.

Questa potenzialità a volte non è neppu­re 'sfruttata' poiché i Volontari si deman­dano a ben altre mansioni. Quello che ho notato nell'ultimo periodo è la diminui­ta presenza dei giovani. Giovani che sono il futuro, la continuità per la protezione civile. Il compito di un volontario, qual­siasi addestramento attui, non può essere considerato semplice manovalanza, come non si può pensare che il volontario sia una persona propensa a fare qualsiasi cosa gli sia proposta.

Naturalmente se dovesse capitare una grossa emergenza deduco che tutti si atti­verebbero per il reciproco aiuto e si adat­terebbe a qualsiasi lavoro manuale ma, diciamo in periodi normali il volontario deve poter agire solo per quanto concerne la sua specializzazione.

Numerose sono le fasi trite e ritrite che sento dire spesso come, ad esempio,: "Sie­te volontari e se non le fate voi queste cose. .." oppure "Se rifiuta non è un vo­lontario" e ancora " Tanto ci sono i vo­lontari a disposizione".

No e poi no! Non ci si deve sentire in col­pa se rifiutiamo quello che non ci com­pete, che non è in linea con il nostro addestramento e coerente con ciò che un volontario deve essere.

Il volontariato nasce come aiuto, confor­to, sicurezza, solidarietà, prevenzione, soccorso immediato con il supporto di persone professionalmente preparate nel loro specifico addestramento.

E' deprimente che ancora in molti si pen­si: " Siamo volontari e dobbiamo ade­guarci a fare tutto se no ci lasciano al palo, ci scartano e poi altrimenti che ci stiamo a fare?". Non nascondiamoci die-tro) a giustificazioni infantili. Non siamo arrabbiati ma, sempre più delusi e amareggiati Questa rabbia non è quella che annebbia mente e cuore ma, quella di chi assume con gran responsabilità ciò che sta facendo perchè sia forte e sicuro in ogni occasione interagisca.

11 volontariato è cresciuto negli ultimi anni e è una forza sempre più concreta, presente, preparata, un patrimonio da difendere.

Continuiamo a essere fieri e orgogliosi d'appartenervi.

Così fieri e orgogliosi dobbiamo essere tutti perché certi che, in ogni istante, sia­mo pronti e non tanto per farci notare, per fare numero, per fare qualcosa ma per quello che si è prefissati sin dall'inizio e cioè, un volontariato serio, dignitoso, concreto, costruito su solidi mattoni e non su ipotetiche promesse.

Caro amico di San Vittore Olona, io e il mio gruppo abbiamo già scelto! n

Francesco Raguso

Responsabile tecnico e operativo

Soccorritori Cinofili Volontari di Nerviano (MI)

L'articolo é stato ripreso dal mensile di informazione e studi per le componenti del servizio Nazionale della Protezione Civile nr 7 del mese di settembre 2007

 

 
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