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Loreto 2007. PDF Stampa E-mail

In più di 450.000 sono accorsi da tutta Italia e dall'estero per ascoltare la parola di Papa Benedetto XVI nella piana di Montorso di Loreto 1 e 2 settembre. E' stato un grande successo, oltre le aspettative, come confermato anche dal capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso

 

di Simona Giacinti


"Andate controcorrente... Non abbia paura, cari amici di preferire le vie 'alternative' indicate dall'amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; rela­zioni affettive sincere e pure; un impe­gno onesto nello studio e nel lavoro; l'interesse profondo per il bene comu­ne. Il mondo va cambiato ed è questa la missione della gioventù: di cambiar­lo, e questa è la speranza di tutti".

Con questo messaggio il Papa si è ri­volto ai numerosissimi pellegrini che già dal primo pomeriggio del 31 agosto hanno raggiunto la cittadina pre­gando a ritmo di musica e colorando il centro di Loreto per l'incontro con il Santo Padre. Si è trattato certamente dell'evento più importante dell'estate 2007 quanto a numero di partecipan­ti e assetto della "macchina organizza­tiva". Una sfida ampiamente vinta dal­la Protezione civile nazionale e regio­nale, dalla Regione Marche e da tutti gli organizzatori e uomini delle Forze di polizia impegnati nell'evento. Il compito della Protezione civile è stato quello di assicurare un buon livello di accoglienza e di assistenza ai parteci­panti e di lavorare per limitare al mas­simo i disagi, facendo fronte a ogni possibile imprevisto grazie anche al centro di coordinamento allestito presso il centro Giovanni Paolo II, che ha monitorato tutta la manifestazione tramite 17 telecamere posizionate nel­la zona della piana di Montorso e sul­la strada percorsa dal Papa. Dalla sala regia le informazioni venivano inviate sia alla sala riunioni che alla Gendar­meria Vaticana, sono stati oltre tremila i Volontari che hanno gestito l'accoglienza, la sistemazione e gli spostamenti

dei gruppi di pellegrini e ­hanno saputo far fronte alle emergenze. In­ totale l'ospedale da campo ha soccorso 412 fedeli, di cui solo 3 codici rossi. Per il resto solo casi di distrazione, stanchezza, stress e pic­coli traumi. In corsa sono stati potenziatiti potenziati ba­gni e rifornimenti d'ac­qua, con  20 autobotti dislocate lungo i percorsi di deflusso e 500 mila bottiglie d'acqua da distribuire. Niente allarmi per l'ordine pubblico e la sicurezza e anche sul fronte della viabilità, nonostante fossero date`calde' per il controesodo estivo, non ci sono stati particolari disagi.

Ad accogliere il Santo Padre al suo arrivo presso il 'Centro Giovanni Paolo II a Montorso di Loreto, c'erano il 'presidente della Conferenza Episcopa­le, monsignor Angelo Bagnasco Arc­ivescovo di Genova; l'Arcivescovo Prelato di Loreto, monsignor Gianni Danzi; l'on. Francesco Rutelli, vice presidente del Consiglio dei Mi­nistri e ministro per i Beni culturali e il Turismo, rappresentante del Gover­no italiano; Giuseppe Balboni Acqua, Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede; monsignor Giuseppe Bertello, Nunzio apostolico in Italia; Gian Ma­rio Spacca, presidente della Regione Marche; Giovanni D'Onofrio, prefetto di Ancona; il sindaco di Loreto, Moreno Pieroni; Patrizia Casagrande Esposto, presidente della provincia di Ancona e don Francesco Pierpaoli, di­rettore del 'Centro Giovanni Paolo II'. Dopo il saluto alle autorità, il Pontefi­ce ha girato tra i settori con la Papamobile', con accanto mons. Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani che hanno promosso l'Agorà dei giovani.

La sera dell'1° settembre si è svolto il grande concerto con Dalla Baglioni e Boccelli e l'attore Alessandro Preziosi, dal palco, ha comunicato che si era  raggiunto il numero di 450 mila presenze. Per tutta la notte, davanti alla "Fontana della Riconciliazione", destinata alle confessioni, c'e' stata una lunga interminabile fila per accedere alle cento tende adibite alla confessioni, che dunque si sono rivelate insufficienti a soddisfare i tantissimi giovani che si volevano avvicinare al sacramento della riconciliazione. La mattina presto del 2 settembre un canto di preghiera in filo diffusione ha dato la "sveglia"; la spianata di Montorso  piano piano è tornata ad animarsi e con la celebrazione delle lodi che apre la mattina, i giovani hanno cominciato a prepararsi alla Messa.

Il Papa ha celebrato la messa di fronte a oltre rezzo milione di giovani e pellegrini ­tutti radunati nella piana e poi ha anche  rivolto un appello per la salvaguardia del Creato, ''uno dei campi nei quali  appare urgente operare''. Alle nuove;generazioni, ha detto Ratzinger "è affidato il futuro del pianeta in cui sono evidenti i segni di uno sviluppo che non sempre ha saputo tutelare i delicati equilibri della natura ''. Da qui l'invito ai giovani: "Prima che sia trop­po tardi occorre adottare scelte corag­giose, che sappiano ricreare una forte alleanza tra l'uomo e la terra, per evi­tare situazioni di degrado irreversibile". A conclusione dell'omelia che ha chiuso questa prima festa dell'Agorà Benedetto XVI ha rinnovato l'invito per l'appuntamento della Giornata mondiale della gioventù di Sydney, 2008. Alle 16.00 l'area verde di Montorso si presentava, già abbastanza pulita, in linea con la premessa di realizzare un evento eco-compatibile.

A tu per tu con Guido Bertolaso, capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile.

Per Guido Bertolaso, capo della Protezione civile nazionale e commissario straordinario "Questo genere di avvenimenti sono una vera e propria palestra per consentire a tutte le diverse componenti  del sistema di Lavorare insieme. Non capita frequentemente di poter avere Le Forze dell' Ordine, le Forze  Armate, tutto il settore sanitario che possano lavorare a stretto gomito con tutti i nostri volontari, con i Vigili del fuoco e i forestali. Si è trattato in sostanza di mettere in piedi l'organizzazione per una città di 400 mila abitanti in 48 ore e smantellarla nelle successive 24 ore e questa è una prerogativa tipica della protezione civile".

In questa situazione particolare il mondo del volontariato cattolico si è affiancato al mondo volontariato di Protezione civile. Cosa rappresenta questo incontro?

"IL volontariato di protezione civile può essere cattolico ma anche Laico. E' bipartisan sotto tutti i punti di vista e ovviamente non conosce confini di natura religiosa. Ma alla fine le motivazioni sono le stesse e cioè la voglia di esserci di dare una mano, di sentirsi utili nei confronti degli altri, di partecipare e quindi moltissime cose in comune".

Pochi giorni fa è stato nominato commissario. delegato per il superamento dell'emerge incendi boschivi, cosa aggiunge questa nomina al ruolo e alle funzioni che già esercita?

"In realtà non apporta nulla di nuovo, il compito che avevo era quello di coordinare La flotta aerea dello Stato e ora, in aggiunta, di occuparmi di ciò che avviene a terra. Si tratta quindi di migliorare L'organizzazione a terra e tentare di definire meglio i piani di emergenza che sono compito delle realtà locali. Cercare di far fronte ai siddetti incendi di interfaccia che si sviluppano nei boschi, ma poi arrivano a ridosso delle case. Per tutto questo serve un punto di coordinamento e in questo momento lo facciamo noi ma, è ovvio che poi tutto ver­rà restituito alle regioni, che sono le pro­tagoniste e responsabili della prevenzione e della lotta agli incendi boschivi".

Tornando al mondo del volontariato. Quando in passato c'è stato scambio di aiuto e quindi di forze tra regione e re­gione, il risultato è sempre stato positivo e vincente. Quanto è importante portare avanti un discorso di interregionalità?

"La realtà della protezione civile italiana è una realtà a macchia di leopardo o a geo­metria variabile. Vi sono realtà regionali molto efficienti e altre che stanno ancora indietro rispetto a situazioni di privilegio. Dobbiamo cercare di colmare questo gap che esiste e queste differenze di efficien­za e efficacia fra le diverse regioni. IL modo migliore che abbiamo è un sistema di vasi comunicanti e quindi dobbiamo fa­vorire la presenza e lo scambio di volon­tari, di idee e strutture del sistema da realtà più consolidate verso altre realtà più giovani e che hanno bisogno di esse­re aiutate. Questo lavoro lo stiamo facen­do, lo definiremo nel corso dell'inverno e i frutti li vedremo la prossima estate".

I due articoli sono stati ripresi dal mensile di informazione e studi per le componenti del Servizio Nazionale  della Protezione Civile numero 7 del mese di settembre 2007.

 
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