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Corevva l'anno...
TRA CONDUCENTI E MULI

Dallo scritto del gen. Alpino Sergio Stopponi del Gruppo A.N.A. di Viterbo, sulla convivenza durante il servizio militare tra conducenti e muli loro assegnati. L'Ufficiale riferisce un episodio che si verificava negli anni 70 nel Btg. Alpini L'Aquila. Un conducente per dare il buon giorno al mulo, ci giocava, facendogli annusare la "musetta" (sacchetto contenente la razione giornaliera di biada) che all'animale piaceva molto e al mattino ne aveva reale bisogno. Simili episodi si verificavano spesso in altri reparti delle allora leggendarie cinque brigate alpine.

Altro episodio nella compagnia mortai da 120 mm del 6° Reggimento Alpini, allorquando le fu assegnata una mula. Animale veramente bello. Il Dirigente del Servizio Veterinario della Brigata alpina Tridentina, dopo un'accurata visita di arruolamento, la dichiarò idonea al servizio, ne dispose l'assunzione nella forza effettiva e compilò per l'animale il prescritto foglio matricolare. Per la sua bellezza gli diede il nome di Perla. Il Comandante della Compagnia volle affidarla al conducente di nome Antonio Ceolato di professione camionista, ma da genitori contadini che avevano animali e lui amava gli animali. La mula Perla all'inizio era molto nervosa e impacciata perché messa nelle scuderie, ove c'erano molti muli; si sentiva non inserita perché non conosceva alcuno. A renderla più tranquilla fu proprio il conducente, il quale ci sapeva fare. L'accudiva amorevolmente, si curava affinché le venisse somministrata la giusta razione giornaliera e le rivolgeva anche la minima attenzione per non farla sentire sola. Successivamente Ceolato usò un linguaggio che permetteva di capirsi e di intendersi.

La mattina, quando arrivava, la salutava abbracciandola e dicendole:"Tu sei la mia Perla preferita. Sei bella come la mia mamma". Insieme, i giorni volarono e arrivò il congedo. L'ultima sera Antonio la prese nelle scuderie e volle portarla sul piazzale della caserma per farle ascoltare il silenzio fuori ordinanza. Riportò la mula alla sua "posta". l'accarezzò, le dette un bacio e si mise a piangere. La mula pensò:"Addio. mio caro conducente. Insieme ci siamo voluti bene, ma il destino ora ci divide e non ci rivedremo

Il Ceolato camionista ed ex conducente di muli riprese nella vita civile il mestiere, percorrendo le strade per trasportare i materiali. Un giorno. recandosi in Val Pusteria per un carico di legname, vide nei pressi di Valdaora una colonna di muli carichi di mortai e si fermò a guardarli. Aspettò la colonna, si presentò al tenente della 6^ Compagnia Mortai e chiese se tra i muli ci fosse la mula Perla. La sua Perla. Il Comandante lo fece avvicinare e così rivide la sua mula. L' abbracciò. la accarezzò, si mise a piangere e volle dare a Perla il suo panino, che costituiva il pranzo della giornata.

Queste sono cose importanti che uniscono l'uomo all'animale, concorrono a rafforzare la coesione e l'amore tra esseri viventi; a mantenere alto lo spirito di corpo tra alpini e nei reparti alpini. Queste cose e queste emozioni la meccanizzazione non le dà e non le darà mai .

Salvatore Di Cesare

L'articolo é stato ripreso dal notiziario A. N. A. Monte Morrone numero 3 mese di Ottobre 2007, del Gruppo Alpini di Sulmona.
 
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