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Il primo soccorso nelle ustioni PDF Stampa E-mail
Dal 'll management terapeutico del paziente ustionato'

una sintesi delle nozioni e delle procedure inerenti il pronto intervento in caso di ustioni.
Articolo a cura di:
Elio Cerchietti.

Premessa.

L'ustione deve essere considerata una lesione evolutiva per almeno 8 ore, perciò non sempre è possibile eseguire una immediata e precisa diagnosi defi­nitiva né sul grado dell'ustione né sul­la quantità della superficie coinvolta. Per questo motivo chiunque esegua l'intervento deve avere a immediata disposizione un 'dispositivo medico antiustione applicabile su ferite che potenzialmente hanno già leso o stan­no ancora ledendo il derma.

Primo soccorso

E' caratterizzato dalla necessità e dall'ef­ficacia di due operazioni: dare l'allarme e bloccare il processo ustionante.

Dare l'allarme

Come noto, su larga parte del territo­rio nazionale opera il 'sistema di emer­genza territoriale 118', attivo 24 ore su 24. Gli operatori sono formati alla rea­lizzazione di una rapida identificazio­ne dell'evento segnalato e alla attiva­zione di un rapido ed adeguato soc­corso. E' questa una fase fondamenta­le poiché dare l'allarme prima di at­tuare qualsiasi altro procedimento si­gnifica anticipare i soccorsi. Tuttavia, qualora il primo soccorritore - colui che identifica per primo l'evento e la vittima -, fosse da solo e potesse usu­fruire della disponibilità immediata di un presidio antiustione raffreddante scevro da effetti collaterali e dannosi, considerato il rilevante valore di un tempestivo stop all'effetto termico ustionante, non si esclude che in que­sti casi lo stesso debba anteporre l'uti­lizzo del presidio antiustione alla dira­mazione dell'allarme.

Bloccare il processo ustionante

In questa fase occorre ridurre la tem­peratura e il dolore e prevenire ipoter­mia e infezioni.

`Stop the burning!' è l'ordine qui più efficace, ma anche quello la cui esecu­zione richiede accortezza e prudenza. E' necessario interrompere il processo ustionante il prima possibile abbattendo la temperatura del calore condotto, ma è altresì necessario non sottovalutare i pericoli correlati all'ustio­ne e fra questi la termodispersione e le infezioni.

L'applicazione di freddo (acqua, stoffe bagnate, borse di ghiaccio) è controin­dicata quando la superficie ustionata è superiore al 20% della superficie cor­porea nell'adulto e al 10% nel bambino.

L'utilizzazione di acqua non sterile, così come di stoffe pulite ma non ste­rili, costituisce un facile veicolo di ger­mi che non ostacolati dalla barriera epidermica interrotta dall'ustione pe­netrano nei tessuti sottostanti e danno luogo a processi infettivi.

Disponendo subito di presidi sterili è necessario raffreddare realizzando il cosiddetto effetto cooling' e nel con­tempo istituire una barriera protettiva che oltre a opporsi alla penetrazione di germi si opponga alla perdita di liqui­di. (evitare evaporazione!)

Un preparato antiustione ottimale, che deve essere classificato di Classe II b, per essere adeguato alle esigenze te­rapeutiche deve possedere le seguenti caratteristiche fondamentali:

  • essere sterile;
  • bloccare l'autoalimentazione del processo lesivo riducendo la tempera­tura del calore ustionante;
  • agire da barriera antibatterica;
  • agire da barriera termoprotettiva (no evaporazione);
  • lenire il dolore con meccanismo non farmacologico;
  • essere facilmente rimovibile (non es­sere adesivo);
  • non deve indurre ipotermia;
  • non deve contenere sostanze grasse;
  • non deve possedere anestetici (assor­biti in larghe dosi possono indurre reazioni avverse);
  • non deve essere tossico o irritante.
Il possesso dei requisiti descritti auto­rizza l'uso del presidio in ogni circo­stanza e senza limiti di utilizzo; non sono, infatti, richieste particolari pre­cauzioni né valutazioni preliminari di natura medica. Legislazione europea sui dispositivi medici Direttiva 93/42 CE 'Dispositivi Me­dici' L. 169 dd 12/07/93 p. 1. Dispo­sitivi medici: [...] rientrano nella Clas­se II b se sono destinati ad essere uti­lizzati principalmente su ferite che hanno leso il derma e che possono ci­catrizzare solo per seconda intenzione. I dispositivi medici Burnshield CE CL II b, rispondendo a tutti questi requi­siti, vengono utilizzati da:

 118 nazionali;

 pronto soccorso ospedalieri,

CRI Militare,

Vigili del Fuoco,

Forze Ar­mate.

Medico chirurgo, Spec. Anest. Rianimazione, dirigente medico ospedaliero e responsabile 118 Udine Dispositivi medici antiustione Digitando sulla barra di ricerca le parole 'antiustione burnshield' è possibile visualizzare il nuovo sito dei prodotti antiustione Burnshield, studiati nel rispetto della normativa per ottenere l'immediato e ottimale raffreddamento e la corretta idratazione topica della zona trattata. Semplice da utilizzare e trasportare, Burnshield può essere integrato in qualsiasi kit di pronto soccorso, nelle ambulanze e in tutti i presidi di pronto intervento (VV.F, Corpi Militari)

Per informazioni: TEK.IM di Porcari Dario I. & C. sas Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

www.antiustione.it

www.burnshield .it
L' articolo è stato ripreso dal mensile di informazione e studi per le componenti del Servizio Nazionale della Protezione Civile numero 5 del mese di Giugno 2007

 
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