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Art. del Prof. Ing. Maurilio DI GIANGREGORIO
È stato, a 90 anni dalla morte, il 9 novembre 2007, commemorato dagli allievi della sua scuola dove aveva trascorso gli anni della sua breve gioventù nei banchi di scuola, Istituto Tecnico per Geometri "O. Colecchi" dell'Aquila, nella spensieratezza di un adolescente, il colonnello Francesco Rossi, deceduto a Spadacenta nelle vicinanze di Portogruaro, il 9 novembre del 1917, durante il primo conflitto mondiale.
Nel suo esordio il capo gruppo degli alpini di Paganica, comune ove era nato il colonnello il 4 dicembre del 1865, Corradino Palmerini, parente del Rossi per via della moglie, ha esordito con un aneddoto riferitogli dalla nipote del Rossi, Francesca, classe 1904: «di zio Ciccio, studente diciassettenne, che entrò in conflittualità con l'insegnante di matematica per essersi assunta la paternità di un gesto non computo, vi aveva partecipato invece il figlio dell'insegnante stesso, suo carissimo amico. Era stato messo un petardo dentro la stufa di terracotta. Potete immaginare la scena e l'immediato aut aut dell'insegnante: o il colpevole o drastici provvedimenti contro dieci alunni. Il giovane Francesco si offrì capro espiatorio. Come il fantasma Bruto "ci rivedremo agli esami". La prova scritta la superò, grazie anche all'aiuto riconoscente del figlio del professore, che aveva trafugato il testo d'esame, ma all'orale non si presentò per non subire un pubblico smacco. Di li la scelta della carriera militare». Questa decisione, avrebbe successimene portato il Rossi a comandare uno dei reparti di elite dell'esercito italiano, fino ad allora appannaggio di una ristretta casta di ufficiali piemontesi e savoiardi: il "Piemonte Reale Cavalleria". Morì da eroe, resistendo in una postazione, ad oltranza, colpito alla fronte da una pallottola austriaca il 9 novembre del 1917. Raccolti i resti dai suoi cavalieri, fu sepolto nel cimitero di Spadacenta, e da qui nel 1924 traslato a Paganica, nella Basilica di San Giustino. Quindici anni dopo, il 18 giugno del 1939, con una grande parata militare, i resti furono tumulati definitivamente in un sacello, scavato nella roccia viva, sulla galleria accanto alla chiesa della Madonna d'Appari, alla presenza del gerarca Galeazzo Ciano, che morì dieci giorni dopo. In un numero speciale, un giornale dell'epoca riporto l'avvenimento di Paganica, e la commemorazione del defunto Galeazzo Ciano. La relazione storica e ufficiale è stata tenuta con maestria da Goffredo Palmerini. Il prof. Claudio Panone, docente della scuola, ha consegnato una pregevole monografia, in ricordo dell'avvenimento, al capo gruppo degli alpini di Paganica Corradino Palmerini, tra l'altro imparentato con il decorato Francesco Rossi. Ha fatto gli onori di casa il Dirigente Scolastico prof. Fonzi. L'Aquila, 9 novembre 2007 |
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