A.N.A. Sezione Abruzzi - Festa della Madonna del Don



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Festa della Madonna del Don PDF Stampa E-mail
Mestre: Festa della Madonna del Don, 42a edizione, 12 ottobre 2008 

La sezione di Venezia e il gruppo di Mestre dell’A.N.A., domenica 12 ottobre hanno organizzato l’annuale "Festa della Madonna del Don". La cerimonia si è aperta con la celebrazione della S. Messa al Campo. Quindi il corteo da piazza Ferretto, si è diretto alla chiesa dei padri Cappuccini per l’offerta dell’olio votivo, alle lampade perennemente accese sull’altare della sacra icona, da parte delle sezioni A.N.A. di Udine e "Abruzzi", nelle persone dei rispettivi Presidenti Dante Soravito e Antonio Purificati. Alla manifestazione sono intervenute autorità religiose, civili e militari e le rappresentanze delle Associa-zioni Combattentistiche e d’Armi. Hanno reso gli onori un picchetto e la fanfara del Comando Truppe alpine.Particolarmente intenso è stato l’intervento del presidente della Sezione Abruzzo, Purificati, il quale tra l’altro ha detto: 
«Signori, Questa giornata per me e tutti gli Alpini abruzzesi è di naturale importanza perché stiamo per rinnovare il tradizionale rito che prevede il dono, unitamente alla Sezione di Udine, dell’Olio che alimenta la lampada dell’Altare della Madonna del Don. Una sacra Icona giunta miracolosamente a noi grazie a Padre Policar-po Narciso Crosara, Cappellano Militare del Battaglione "Tirano", avuta in consegna da una donna Ucraina che l’aveva recuperata "intatta" fra le macerie della sua isba distrutta dalle bombe. Una cerimonia semplice, commovente ma ricca di significati profondi che ci riporta lontano nel tempo, alla ricerca di quell’evento consegnato alla memoria come uno dei più drammatici, ma anche più esaltanti della nostra storia: la difesa del quadrivio e la ritirata di Russia. E che come pochi, da la misura delle sofferenze subite dagli Alpini in guerra, del sacrificio, e dell’elevato senso del dovere. E di quanto siano capaci di combattere senza viltà e di quanto poco possano odiare. In questo momento nella nostra mente si avvicendano una infinità di eventi ma solo uno è dominante e che pone davanti ai nostri occhi come un film lungamente rivisto e che riguarda l’epopea dei ragazzi del Battaglione "L’Aquila", figli della terra d’Abruzzo e della Maiella madre, che lasciarono le loro giovani vite nei pressi del quadrivio maledetto di Seleny Jar. Un misero incrocio di quattro piste nella steppa, segnacolo del quale un palo, silenzioso che tutti gli Alpini dell’Aquila hanno visto e che è stato il muto testimone di infiniti eroismi e di infinite sofferenze, ha visto le meste cerimonie della sepoltura dei morti, ha udito il gemito dei feriti, ha osservato la rassegnazione dei superstiti, ha ammirato i dolori di tutti. Questo è un momento improntato al ricordo e alla nostra storia, ma sicuramente rivolto anche al futuro, consapevoli come siamo di avere una società che cambia, che sembra aver perso i punti di riferimento fondamentali e che oggi più che mai ha bisogno di recuperare la memoria del passato. Noi continueremo sulla strada tracciata dai nostri Padri, strada del ricordo, del passato, della memoria e chiederemo alla sacra immagine della Madonna di vegliare sui nostri morti e che nel cuore degli uomini regni l’amore e il perdono anziché l’odio e egoismo». Sabato 11, il pomeriggio, dopo l’omaggio reso a padre Policarpo Narciso Corsara, nel Cimitero di Montec-chio Maggiore (VI), la manifestazione è proseguita con l’esibizione nel Duomo di San Lorenzo dei Cori Alpini: "Marmolada" di Venezia, "Stella del Gran Sasso" della Sezione ANA "Abruzzi", Coro ANA di Codroipo" della Sez. di Udine . Nutrita è stata la partecipazione degli alpini abruzzesi. Erano rappresentati tra gli altri i gruppi di: Ocre, San Benedetto dei Marsi, Pretoro, Basciano, Pescara, Pietranico, Città Sant’Angelo, Cittaducale (RI), Valle Nora, Scoppito, Rocca di Cambio, Manoppello. La Sezione per l’occasione ha predisposto un nutrito programma di quattro giorni, con puntate in Austria a Klagenfurt, Abano Terme e Venezia. A Tarvisio, tappa d’obbligo, dopo l’incontro con le locali autorità e la deposizione della corona di alloro al monumento ai caduti, la nutrita rappresentanza è stata ricevuta con tutti gli onori dai rappresentanti del locale gruppo alpini, i quali hanno offerto un sontuoso rinfresco. Ha fatto, per l’occasione, gli onori di casa il Maresciallo Aiutante, Angelo Di Felice di Castel di Ieri (AQ). Di Felice, icona del battaglione "L’Aquila", ha prestato servizio nella Julia ininterrottamente per oltre 40 anni, essendo andato via da Castel di Ieri appena maggiorenne, quindi molto conosciuto e stimato dalle penne nere abruzzesi, per le sue doti umane e professionali. Dopo un periodo di difficoltà, ristabilitosi in salute, ha ripreso la normale attività nell’ambito del gruppo di Tarvisio, che nei confronti dei fratelli abruzzesi nutre un affetto indescrivibile. Il generale Antonio Purificati, è stato particolarmente accolto dalla cittadinanza tarvisiana, avendo lasciato un ottimo ricordo durante il suo periodo di comando nel Battaglione alpini "Gemona", che si installò nella caserma Lamarmora nel 1975 quando il battaglione "L’Aquila" fu trasferito nel capoluogo abruzzese. Maurilio Di Giangregorio
 
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