Carlo De Barardinis PDF Stampa E-mail
Ritrovata a Caoria di Canal San Bovo (TN), la salma dell'Alpino teramano Carlo De Berardinis
Ritrovata a Caoria di Canal San Bovo (TN), la salma dell'Alpino teramano Carlo De Berardinis, nato a Bellante, residente (all'epoca dei fatti) a Roseto degli Abruzzi

Il nipote del Caporal Maggiore degli Alpini Carlo De Berardinis, (Walter De Berardinis) dopo anni di ricerche, in collaborazione con: il Ministero della Difesa, del Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra; dello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano del Reparto Affari Generali Ufficio Storico; dell'Archivio di Stato di Teramo; deil Comune di Canal San Bovo (TN); della Città di Roseto degli Abruzzi (TE); dell'Associazione Nazionale Alpini di Trento, Feltre e Caoria e del Centro Studi Storici Primiero di Fiera di Primiero (TN), è riuscito a ritrovare il luogo della sepoltura e le vicissitudine che accompagnarono il 29enne  soldato deceduto durante la 1° Guerra Mondiale 1915-18.

I suoi familiari, dopo la fine della 1° guerra mondiale, non erano mai riusciti a sapere con certezza il luogo della morte e della tumulazione.  Alcuni parenti erano certi che il luogo della sua sepoltura fosse il Sacrario di Fogliano Re Di Puglia (GO) in Friuli Venezia Giulia forti di questa convinzione nel passato, più volte vi si erano recati per onorare il loro compianto parente.

Nel 1996, il nipote Walter De Berardinis , si era messo alla ricerca del marito di sua nonna Grazia Di Bonaventura che tramite vari Ministeri e uffici paritetici ricostruiva il mosaico degli spostamenti del parente, fino al recentissimo ritrovamento del luogo esatto della sepoltura. Al termine della sua fatica , finalmente è riuscito a riportare le spoglie dello zio nella terra natia. Per la circostanza Il 15 settembre 2007 è sta celebrata una Santa Messa, a Giulianova alta (TE) nella Chiesa di Sant'Antonio ove è stata posta la seguente targa ricordo:

A CARLO DE BERARDINIS

Ad excelsa tendo (Sempre più in alto) e Nec spe nec metu (Ne con speranze ne con timore), con questi due motti il valoroso Caporal Maggiore degli Alpini, Carlo De Berardinis (detto il Vecio) e il 7° Reggimento Alpini - Battaglione Feltre - 64° compagnia, conquistarono tra il 24 e il 27 agosto del 1917, il Monte Cauriol (a quota 2494). Il 15 settembre del 1917, all'età di 29 anni, a seguito delle ferite riportate, si spegneva nell'Ospedale da Campo n° 131 di Caoria. Dopo 90 anni, dai tragici fatti, la famiglia lo ricorda per aver sacrificato la propria vita per l'unità d'Italia.

3 maggio 1888, Bellante (TE) 15 settembre 1917, Caoria di Canal San Bovo (TN)

Giulianova lì, 15 settembre 2007 - A cura di Walter De Berardinis

 

Chi era Carlo De Berardinis senior

 

Di Walter De Berardinis

carlo_de_berardinis_senior.jpgCarlo De Berardinis senior, nasce all'alba (03:00) del 3 maggio del 1888 a Bellante (TE) in contrada Collemoro, figlio di Gaetano e Annunziata Di Giangiacomo, entrambi agricoltori alle dipendenze della famiglia Tattoni di Bellante. Era il settimo di dieci figli (gli altri erano: Domenicantonio, Maria, Celeste, Olindo, Teresa, Giovina, Santino, Carmela e Giovanni). Solo in parte trascorrerà l'infanzia in questo paese, poco dopo, il papà Gaetano sarà costretto a trasferirsi presso un'altra famiglia di Mosciano Sant'Angelo (TE), i Savini, in contrada Ripoli, era il 1896. Successivamente alla decisione del padre di spostarsi di nuovo, il Regio Esercito Italiano lo chiama per la visita di leva, sarà giudicato idoneo il 14 aprile del 1908. All'età di 20anni parte militare. Il 16 ottobre del 1908, inquadrato nel 1° Reggimento Alpini - Battaglione P. Dibeco), rimarrà fino al 1° settembre del 1910, quando viene posto in congedo con il 7° Reggimento Alpini. Durante i due anni di ferma obbligatoria, partecipò al recupero e al soccorso dei terremotati di Messina e Reggio Calabria, del 28 dicembre del 1908 (95.000 morti). Nel frattempo la sua famiglia si era di nuovo spostata, nei primi di dicembre del 1908, suo padre Gaetano si era trasferito in un'altra masseria più grande di proprietà della famiglia dei Mazzarosa - Devincenzi di Notaresco e Roseto degli Abruzzi. Qui si stabiliscono in località Cologna Paese, nel comune (oggi Roseto degli Abruzzi) di Montepagano (poi nel 1924 si trasferiranno definitivamente a Giulianova). Il 26 settembre del 1911, a causa della dichiarazione di guerra dell'Italia alla Turchia, ritorna sotto alle armi nel 6° Reggimento Alpini - Battaglione Verona, dopo 9 mesi di addestramento partirà per la guerra Italo -Turca. Il 20 gennaio del 1912 parte da Napoli alla volta della Tripolitania e Cirenaica e successivamente rientrerà il 23 aprile dello stesso anno. Dopo pochi giorni, il 26 aprile, verrà congedato con il 7° reggimento Alpini - Battaglione Feltre. Per la "Campagna di Guerra Italo -Turca 1911-1912" riceverà dal suo Comando una medaglia commemorativa Intanto, il giovane Carlo, si sposa con una giovane ragazza di Cologna paese: Grazia Di Bonaventura il 29 aprile del 1914 nella  Chiesa Madre SS. Annunziata e Sant'Antimo, comune di Montepagano. L'anno successivo, il 24 aprile del 1915, sua moglie darà alla luce il primogenito Arturo.

Il 10 maggio del 1915, prima della dichiarazione di guerra all'impero austroungarico (24 maggio 1915) da parte dell'Italia, Carlo lascerà Cologna paese destinazione Verona. Dopo solo 13 giorni d'addestramento viene inviato in zona di guerra. Dentro la Valle del Vanoi, in Trentino Alto Adige, sulle montagne della catena del Lagorai. Vi si fermerà senza più rivedere la sua terra natia. Resterà oltre 2 anni e mezzo sul fronte delle Alpi orientali.

Il Caporal maggiore, a seguito delle ferite e delle malattie contratte durante la guerra, morirà la mattina (ore 06:00) del 15 settembre del 1917, nell'Ospedale da Campo numero 131, allestito nella piccola frazione di Caoria di Canal San Bovo (TN). Il suo corpo verrà sepolto prima nel piccolo cimitero di guerra di Caoria e successivamente spostato nel Sacrario Militare di Castel Dante di Rovereto (TN).

Con il 7° Reggimento Alpini, Battaglione Feltre, 64° Compagnia, tra il 23 e il 27 agosto del 1917 conquistò la vetta del Monte Cauriol (2494 m.), fino al 18 dicembre dello stesso anno.

Sarà fregiato delle medaglie: dell'Unità D'Italia 1848-1918; della Guerra 1916-1918 e Interalleata della Vittoria 1915-1918.

Oggi rimane una sola foto in divisa e le cartoline dal fronte che scriveva alla sua amata moglie Grazia.

Walter De Berardinis


In futuro, per ricordare degnamente i soldati giuliesi morti nei due conflitti mondiali, Walter De Berardinis sta raccogliendo varie testimonianze cartacei e fotografici, per farne una pubblicazione
 
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