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| Arresto cardiaco..tu puoi fare la differenza! |
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La morte improvvisa è una delle cause principali di mortalità. in media, una persona su mille viene colpita da arresto cardiaco, che della morte improvvisa è la causa pressoché esclusiva. In Italia muoiono così ogni anno circa 50 mila persone, mentre l'American Heart Association ha calcolato che negli Stati Uniti l'arresto cardiaco uccida 250 mila cittadini americani.
L'articolo è di Vincenzo Vanni. Il rischio di arresto cardiaco cresce in maniera esponenziale con il progredire dell'età. Prevale nettamente nel sesso maschile con un rapporto 5:1 rispetto al sesso femminile, per quanto, a partire dai 65 anni di età, la differenza fra i due sessi si riduca fino a scomparire. Il 50% degli arresti cardiaci si verifica a domicilio; il 33% sul posto di lavoro, il 12% per strada, il 5% durante attività ricreative. Nei pazienti affetti da malattie cardiache di varia natura il 50 % dei decessi viene attribuito ad arresto cardiaco. In ogni caso, il cuore si ferma - fisicamente o funzionalmente - e il paziente cade improvvisamente a terra privo di coscienza. Se non si interviene per ripristinare il ritmo regolare del cuore, la morte sopravviene inevitabile entro 5-7 minuti. L'unico modo per interrompere la fibrillazione ventricolare è ripristinare, mediante una scarica elettrica (defibrillazione), il normale battito cardiaco. Il successo del trattamento è comunque legato alla velocità dell'intervento. Fino a non molto tempo fa, la morte improvvisa da arresto cardiaco è stata considerata un'emergenza il cui trattamento era di competenza esclusiva del personale sanitario (medici e infermieri), ma nonostante gli sforzi compiuti, la mortalità resta elevata anche perchè la maggior parte delle vittime vive troppo lontana dai sistemi di soccorso. La percentuale di sopravvivenza aumenta leggermente nelle piccole città a migliore vivibilità, dove il soccorso viene prestato con tempi di intervento minore. Partendo dal 90 per cento di successo in caso di intervento entro un minuto (che in ogni caso precipita al 43% se un'efficace rianimazione cardiopolmonare viene intrapresa solo entro i primi quattro minuti), le probabilità di salvare il paziente scendono del 10 per cento ogni minuto che passa dal collasso con perdita della coscienza, fino ad azzerarsi dopo il decimo minuto dall'arresto cardiaco. Come possono allora operai, casalinghe, insegnanti, impiegati, commercianti, operatori della sicurezza ecc. aumentare l'indice di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco? Acquisendo un'adeguata cultura di materia di primo soccorso che porti al pronto riconoscimento con conseguente intervento in caso di: attacco cardiaco, arresto cardiaco, ostruzione delle vie aeree e ictus. Da anni l'APT è Centro internazionale di addestramento alle manovre di rianimazione e certificato dall'American Heart Association per l'erogazione dei corsi (BLS, ACLS, PALS) destinati a medici e infermieri. Attraverso la programmazione di corsi destinati a personale laico (non sanitario), il Centro cerca di informare sensibilizzare su un problema che non riguarda una piccola fetta della popolazione, ma tocca personalmente ognuno di noi. In ogni momento della giornata e in qualsiasi luogo - casa, ufficio, palestre, parchi, supermercati e altro ancora -, potremo trovarci per primi a rispondere come 'protagonisti' di una emergenza nell'attesa che arrivino i soccorsi preposti. La domanda a questo punto che dobbiamo porci è: siamo pronti a gestire una situazione d'emergenza, oppure ci limitiamo a chiamare i soccorsi aspettando che arrivino? Sicuramente una persona con sospetta frattura di femore non è in pericolo di vita, pertanto anche se i soccorsi non saranno tempestivi le sue condizioni non peggioreranno in breve tempo, mentre una persona in arresto cardiaco, se non viene prontamente soccorsa da chi è presente in quel momento si ritroverà ad avere danni celebrali irreversibili in pochi minuti. La cultura del soccorso dovrebbe nascere tra i banchi di scuola e proseguire per tutto il cammino scolastico e di crescita personale attraverso momenti di formazione teorico/pratico che permettano alle persone di sentirsi parte fondamentale nella vita quotidiana sia a scuola che a casa. Da anni negli Stati Uniti viene insegnata la rianimazione e l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico agli alunni dei College supportati a livello didattico attraverso un manuale dedicato esclusivamente a loro. Inoltre, sempre negli Stati Uniti il numero d'emergenza viene scritto e pronunciato 9 1 1 e non 911. Questo permette ai bambini che hanno appena imparato a contare fino a 10 e hanno quasi sempre toccato e giocato con un telefono, di poter chiamare il sistema unico d'emergenza (polizia, vigili del fuoco, ambulanza) 9 1 1 qualora si trovassero a casa insieme a un genitore che per qualsiasi motivo dovesse avere un malore tale da non poter chiamare aiuto. Differentemente da quando si verifica in Italia dove tutti scrivono e pronunciano 118 invece di 1 1 8. Per questo motivo, APT da anni apre le sue porte alle scolaresche che vogliono fare una visita per passare una giornata in 'sicurezza' e prendere visione delle tecniche da utilizzare in caso di una qualsiasi emergenza. * Responsabile del Settore Rischio Sanitario APT Group (Bornasco, Pv) L' articolo è stato ripreso dal mensile di informazione e studi per le componenti del Servizio Nazionale della Protezione Civile numero 1 del mese di gennaio - febbraio 2008. |
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