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L'ormai evidente involuzione del clima ha messo d'accordo i Paesi membri dell'Unione Europea sulla necessità di contrastare l'aggravarsi dell'effetto-serra. I mezzi d'informazione prodigano consigli anche ai singoli cittadini, poiché il loro contributo è essenziale per la mitigazione del dannoso processo. Come evitare di sprecare acqua e di inquinare l'aria. di Luigi Butti
I ripetuti e allarmanti rapporti dell'ONU sulle temibili conseguenze dei cambiamenti climatici dovuti all'effetto-serra hanno determinato una netta presa di posizione dei Paesi europei, decisi a contenere il minaccioso aumento della temperatura media globale. E hanno spinto gli organi d'informazione a mettere l'accento anche su quanto può fare il singolo cittadino per limitare l'eccessivo spreco di energia e, parallelamente, l'ulteriore contaminazione dell' atmosfera. Si tratta, ovviamente, d'iniziative che non riguardano soltanto il modesto ambito individuale, ma che spesso coinvolgono l'atteggiamento dei rispettivi nuclei famigliari. E che, se adottate su scala continentale, promettono di mettere un freno all'ecologicamente pesante fardello degli sperperi indotti dalle abitudini vigenti nelle società altamente industrializzate. Al primo posto di un'ideale classifica figurano i rimedi relativamente più agevoli, in quanto inerenti il comportamento personale. Come la scelta d'indumenti che abbiano innanzitutto la capacità di difendere con la massima efficacia dal caldo o dal freddo, in modo da permettere di affrontare adeguatamente le diverse condizioni di temperatura stagionali. Inoltre, che rispondano a criteri di compatibilità ambientale: sia per la qualità delle materie prime utilizzate e dei processi produttivi di cui sono state oggetto, sia per la facilità di essere infine riciclati o eliminati. Tale orientamento di ripulsa dello spreco deve valere anche nella selezione e nella gestione dei sistemi di riscaldamento e di illuminazione, nonché degli elettrodomestici e di altri apparecchi, la cui incidenza sull'assorbimento d'energia è nel complesso di assoluta rilevanza. In particolare, viene raccomandato di sostituire le vecchie lampadine a incandescenza con quelle fluorescenti, a basso consumo, e di non lasciare in stand by televisori o computer. Però, il suggerimento più importante relativo al risparmio energetico domestico riguarda la coibentazione termica dell'abitazione. In proposito viene dato ampio risalto alla funzionalità delle soluzioni edilizie (idoneità di muratura e infissi), sottolineando il fatto che pochi centimetri di un valido materiale isolante - debitamente inserito in tetto, pareti esterne e seminterrato - sono più efficaci di barriere di cemento profonde due metri. Inevitabile, altresì, il pressante invito degli esperti a procurarsi l'acqua calda per le necessità quotidiane a un prezzo irrisorio: ricorrendo allo sfruttamento della radiazione solare mediante l'allestimento di efficienti impianti d'assorbimento termico, che provvedono a trasferire direttamente il calore negli edifici. I pur apprezzabili pannelli fotovoltaici, che trasformano la radiazione in elettricità, sono a tutt'oggi sensibilmente più costosi. La lista dei comportamenti virtuosi comprende poi la preferenza da assegnare ai mezzi di trasporto più rispettosi dell'ambiente. In mancanza auto private dotate di propulsori "a emissioni zero", diventa comprensibile l'esortazione a servirsi prevalentemente dei mezzi pubblici, la cui conversione a forme di trazione eco-compatibile sembra più vicina. D'altra parte l'ancora insufficiente offerta di biocarburanti e la tuttora scarsa diffusione di vetture a moderato impatto ambientale (elettriche, ibride) dovrebbe pro muovere una più rapida adozione del cosiddetto car sharing: l'impiego collettivo di un solo veicolo da parte di gruppi omogenei di utenti (pendolari, colleghi di lavoro). In compenso, la r cerca sulle proprietà energetiche di certi vegetali sta avendo sbocchi sorprendenti: alcune piante sono in grado di fornire una straordinaria quantità di alcol (etanolo) miscelabile col carburante attualmente in uso (benzina). La conferma è venuta di recente dal celebre fisico Carlo Rubbia, il quale ha riferito che nei laboratori dell'Università dell'Illinois è stata individuata una graminacea (Miscanthus giganteum, coltivabile anche in terreni poco fertili) da cui si ricava il doppio del biocombustibile ottenuto dai vegetali finora usati a questo scopo (grano, barbabietola da zucchero).
Passando dalla sfera delle scelte personali a quella più ampia delle decisioni famigliari o di aziende come quelle agricole, si moltiplicano le occasioni per fruire più accortamente dell'energia - o per ridurre sensibilmente le emissioni di gas-serra - lasciando intravedere risultati di portata significativa. A questo fine mirano le sollecitazioni a rimpiazzare colture notoriamente avide di acqua e fertilizzanti con vegetali ugualmente adatti all'alimentazione umana, ma con minori esigenze di irrigazione e di supporto chimico (frumento, vite, ulivo). Anche a proposito dell'allevamento di animali - e quindi del consumo di carni - bisogna tenere conto che presenta penalità ambientali da ridurre al minimo. E' il caso, per esempio, dei gas rilasciati dai bovini: il metano esalato nel corso della digestione e l'ossido nitroso emesso dal letame contribuiscono entrambi, in misura massiccia, al surriscaldamento dell'atmosfera. A conclusione di quanto rivela sull'emergenza planetaria, mediante tutte le sue componenti il sistema informativo richiama l'urgenza di concorrere più attivamente alla salvaguardia dell'ecosistema terrestre accrescendo la singola capacità di valutare i complessi termini del bilancio energetico. E formula spesso la proposta di praticare assiduamente il turismo ecologico quale opportunità per approfondire le proprie conoscenze in merito, in modo da partecipare con maggiore consapevolezza e impegno all'intento di scongiurare le crisi che si profilano. |
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