Ultime Notizie

Ad un Amico PDF Stampa E-mail
Caro, Emilio, solo ora,

 a distanza di circa tre mesi dalla tua scomparsa, riesco a scrivere queste righe per ricordare un po' del tempo trascorso insieme e per esprimere i miei sentimenti sulla nostra ultradecennale amicizia. Quando ti abbiamo porto l'ultimo saluto nella chiesa di S. Maria della Tomba, il Capo Gruppo ANA mi aveva chiesto se volevo prendere la parola al termine della cerimonia funebre, ma il dolore e lo smarrimento che provavo in quel mento per la tua improvvisa ed assolutamente imprevedibile scomparsa, mi avevano creato un nodo alla gola, tale impedirmi di pronunciare anche solo poche parole, e questo accadeva a me, abituato a tenere discorsi per il mio ruolo istituzionale di C.te di Gruppo prima e di Reggimento poi, a centinaia di artiglieri. Cercherò di farlo ora.
Dopo il conseguimento della maturità presso l'Istituto Tecnico "De Nino", ove per cinque anni fummo fianco a fianco, le nostre strade si divisero: tu andasti a Roma per frequentare l'Università (Facoltà di Economia e Commercio, io, scegliendo la vita militare, frequentai l'Accademia Militare di Modena. Sia tu, quando fosti chiamato a svolgere il tuo servizio militare, che io, per rispettare le tradizioni del nostro Abruzzo decidemmo di far parte le Truppe Alpine. Ciascuno di noi proseguì per la sua strada, senza che ne fossimo reciprocamente a conoscenza.  Ricordo che una sera di un agosto degli anni '70, mentre io ero in licenza a Sulmona, ci incontrammo casualmente per Corso Ovidio. Fu un incontro di pochi minuti, ma sufficiente per scambiarci notizie sulla nostra vita (lavoro, famiglia...) e a riprometterci di incontrarci con più calma in futuro. Ma purtroppo ciò non si verificò per motivi vari, sopratutto geografici ed impregni. L'incontro peraltro avvenne per caso nel maggio del 1986; sul poligono  di tiro di Artiglieria del Sirente. Quel giorno, giunto all'osservatorio per l'inizio dei tiri, quale C.te del 4° Reggimento di Artiglieria pe. cam. di Trento, ti riconobbi con il tuo caro cappello alpino, tra gli invitati del Gruppi Alpini e dell'Unuci di Sulmona. Grande per me fu lo stupore e la gioia di rivederti dopo tanti anni ed in una circostanza  come quella. Da quel momento riprendemmo i nostri contatti che sfociarono in una continua frequentazione, agevolata dal mio rientro nel 1997 a Sulmona dopo aver lasciato il servizio attivo. La comune passione per la  montagna ha fatto sì che l'escursionismo ci legasse ancor di più, contribuendo così a rafforzare la nostra vecchia e sincera amicizia. In circa 10 anni abbiamo percorso i sentieri più belli delle montagne abruzzesi: Morrone, Maiella, Sirente, Genzana, Porarra, Greco, Meta, senza peraltro trascurare quelli friulani. Anche la montagna, invenale ci attirava molto e alle uscite di sci-alpinismo che facevamo in zona, abbinavamo le settimane bianche programmate in Italia settentrionale ed all'estero.
Caro Emilio, il nostro affiatamento si era affinato nel tempo, fino a poterlo ritenere quasi perfetto. La stima, il rispetto e la considerazione reciproca erano i cardini della nostra consolidata amicizia. I tuoi consigli, le tue conssiderazioni, derivanti da una vita attivamente vissuta e da un'esperienza professionale non comune, sono sempre apprezzati non solo da me, ma anche da tutti coloro che hanno avuto l'opportunità di conoscerti. Perderti all'improvviso ed in un modo così assurdo, tu che hai soccorso e salvato, quale Capo del Soccorso Alpino, escursionisti appassionati come noi dalla montagna, non è di semplice rassegnazione ed accettazione. Peraltro, mi é di aiuto in questa ricerca di rassegnazione il pensare che ci hai lasciato tra le tue tanto amate montagne, ove tu spessoo mi hai detto che trovavi una pace e un silenzio che ti aiutavano ad affrontare gli immancabili problemi della vita. Quando ripercorrerò quei sentieri montani che ci vedevano felici e soddisfatti della nostra faticosa attività sono sicuro che sarò preso dalla commozione e il ricordo della scomparsa di un amico fraterno sarà prorompente.

Ciao Emilio e che il Paradiso di Cantore possa accoglierti nel modo che meriti.

Mario Staderini

L'articolo é stato ripreso dal notiziario A. N. A. Monte Morrone numero 3 mese di Ottobre 2007, del Gruppo Alpini di Sulmona

 
< Prec.   Pros. >

inizio pagina