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ALPINI
Quando esisteva il muro di Berlino, quando i muli erano i compagni silenziosi di lunghi percorsi, quando i turni di guardia iniziavano prima che scendesse la neve, terminavano allo sciogliersi delle nevi. Allorché il tempo a disposizione era sempre tanto, troppo e il ricordo del focolare soprafaceva l’istante, lì i pensieri volavano a confondersi tra gli affetti più cari..
Da una poesia di
giopyin
Padre Nostro che dai cieli guardi
Noi che fra tutti a Te siam più vicini,
proteggi noi che siamo i più gagliardi
fedeli difensori dei confini.
Noi siamo quelli che il nemico trova
Sui crinali più ripidi e ghiacciati,
là dove il vento le bufere cova
che fa tremare i polsi più temprati.
Sia, sommo Iddio, il tuo nome sempre santo
E la Tua volontà da tutti intesa,
specie da noi che fatichiamo tanto
sulle vie tormentose dell’ascesa.
Fa che ogni giorno giunga la pagnotta
che ci dona la forza a proseguire
specie quando, di neve, la ridotta
è ricoperta, e non si vuol finire
in una tana che trattiene il gelo
ma che toglierebbe quel bel sole
che noi, che un dì scegliemmo a tetto il il cielo
e a testimonio Te, brillar si vuole
sempre veder, sui picchi che fanno feste
di luce come punte di pugnali.
Perdonaci! Chè quando le tempeste
Di neve e i più furiosi temporali
fanno scoccar scintille sui ramponi,
e schiantano anche i più robusti,
ci chiediamo se fummo sempre buoni,
se perdonammo, se mai fummo ingiusti.
E il cuor ci dice che Tu noi proteggi
Dal giorno che il gran compito ci dette
Di difender, su l’Alpi, tra le greggi,
l’Italia nostra da le bianche vette.
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