Ultime Notizie

Il Milite Ignoto. PDF Stampa E-mail
Ritengo che nulla potrebbe concludere più degnamente le vicende della guerra `15-'18 che il ricordo del Milite Ignoto, un monumento di amore e di fede che simboleggia i seicentomila Caduti del Primo Conflitto Mondiale.

L'idea di onorare la salma di un eroe sconosciuto risale in Italia al 1920 ad opera del generale Giulio Doubet e, anche se altri popoli la mettono in atto prima di noi, non si può contestare all'Italia la priorità e l'originalità dell'idea stessa: Il disegno di legge relativo a questa proposta viene presentato alla Camera nel 1921 e il relatore, onorevole De Vecchi, afferma tra l'altro: «Il disegno di legge che il Parlamento discute è frutto del sentimento italico dolce ed ardente ad un tempo. Deve essere rivendicata, ai nostri uomini d'arme la priorità del proposito di trasportare a Roma i resti di un Caduto ignoto perché ivi riceva ì più alti onori dovuti a lui e a seicentomila fratelli».

Approvata la legge, il Ministero della Guerra dà incarico ad una Commissione di percorrere i campi di battaglia per raccogliervi undici salme di impossibile identificazione tra le quali ne sarebbe stata scelta una da tumulare in Roma sul Vittoriano. La Commissione esplora attentamente tutti i luoghi nei quali si è combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello e l'opera viene condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne possano essere anche di reparti da sbarco della Marina.

Viene scelta una salma per 'ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare. Il 20 ottobre 1921 le undici salme riesumate vengono racchiuse in altrettante bare tutte bianche ed uguali e deposte provvisoriamente nella chiesa di Sant'Ignazio in Gorizia, per essere traslate il 28 successivo nella Basilica di Aquileia. Qui vengono disposte su due file, sei a destra e cinque a sinistra dell'altar maggiore mentre un tumulo collocato al centro della navata aspetta di accogliere la salma che verrà designata dalla madre di un eroico Caduto. E in quell'occasione che il fato accomuna la passione italica per Trieste con il culto dell'eroismo e del sacrificio dei combattenti d'Italia.

Non a caso infatti il grande privilegio di vestale del rito, nel nome di tutte le madri di guerra, tocca ad una popolana di Trieste, Maria Bergamas. Il suo unico figliolo Antonio, arruolatosi volontario nell'Esercito Italiano nella primavera del 1915, dopo aver disertato le file austriache, era caduto da eroe l'anno dopo sul Monte Cimone guadagnandosi la medaglia d'argento al Valor Militare e il suo corpo non era mai stato identificato. Maria Bergamas, nell'inestinguibile ricordo del figlio, prega e piange prostrata davanti al Crocifisso. Ad un tratto si riscuote, emette un gemito sommesso e trova la forza di rialzarsi mentre tutti gli sguardi sono fissi su di lei con immensa commozione. Fa qualche passo e, come attratta da un misterioso richiamo, si ferma davanti alla seconda bara di destra, si inginocchia e, toltosi il velo che le avvolge il capo, lo depone sulla bara.

Il Milite Ignoto è scelto!

Nel pomeriggio dello stesso giorno la salma viene collocata su un affusto di cannone e accompagnata alla stazione dalle autorità, da reduci decorati al valore, feriti, combattenti e da una fiumana di popolo. Le altre dieci salme vengono tumulate nel Cimitero di Guerra di Aquileia che circonda il Tempio Romano.

Tratto dal libro "5 ° Alpini" di Aldo Rasero, ed. Manftini, Rovereto.
milite_ignoto.png L'Alpino Antonio Ciamarra era un Alpino abruzzese decorato con Medaglia  D' Oro al  Valor  Militare.

 
< Prec.   Pros. >

inizio pagina