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riportiamo le copertine dei libri scritti dai nostri scrittori alpini Antonio Procacci
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ANTONIO PROCACCI

Poeta, storico e studioso di tradizioni po­polari abruzzesi è nato a Penne, dove vive, ed ha al suo attivo varie pubblicazioni di poesia e di storia delle truppe alpine.

Poeta di stile conciso ed altamente dram­matico, ricerca, nella poesia in lingua una musicalità espressiva che attenua la violen­za dei sentimenti rappresentati.

La sua opera dialettale, colorita e di forti espressioni, si impernia su una costante sa­tira su persone e fatti della vita locale, vi­sti come particolari occasioni per un più am­pio discorso sui difetti tipici della cultura di provincia.

Profondo conoscitore della storia delle truppe alpine, ha dato un contributo essenziale alla storiografia dei reparti abruzzesi. Al proposito un riconoscimento autorevole gli è venuto dal Gen. Al­do Rasero che lo ha spesso lodato "per la sua brillante e apprezza­ta attività di ricercatore storico" .

(L. G.)

Opere Pubblicate

"Pane, vine e pecurine (1982: poesie) - "Esile è il filo della notte (1986: poesie) - "D'Aquila penne ugne da leonessa - Storia de "L'A­quila" (1983) - "Il btg. Alpini Val Pescara" (1986) - "Uso, regole e curiosità della parlata vestina (1987) - "Eravamo quasi tutti fa­scisti (1988: storia locale).

In corso di pubblicazione:

"Diavolo, streghe, magia e malefici nella cultura tradiziona­le vestina"; "G. D.

 Perrucchetti: fu il vero padre degli Alpini?"

falsitti_mario.pngMARIO SALVITTI
L'AURORA DEL TERZO MILLENNIO

La Sezione Abruzzi, nel corso di questi ultimi anni è andata avanti a piccoli passi, ha attra­versato bellissime stagioni, sempre proiettata in un futuro che offre nuovi spazi per diffondere la sua cultura e le sue tradizioni.

L'Abruzzo alpino ha una sua dottrina che è quella del bene e della vita ed esso ne è e ne sarà sempre il suo fiero custode.

Conosce una lingua universale che risolleva gli uomini dalle sventure; una lingua che ha un prezioso vocabolario dove la "solidarietà" è una parola importante.

La nostra Sezione, allora, si presta ad una grande missione, già espletata con coraggio tra la gente, nei campi di lavoro e di accoglienza, in mezzo al fango alluvionale, o tra le macerie di un terremoto.

Una missione permeata da profonda umanità e dal rispetto per il bene supremo della vita; inattaccabile da quelle fatue teorie del nostro tempo, generate dal consumismo e dall'indifferenza.

La sua forza nasce da un profondo senso di libertà, insito in ogni Alpino: libertà di pensare e di operare. Il pensiero, infatti (che è un dono di Dio), ha la capacità di superare qualsiasi confine o barriera.

Il pensiero di un Alpino, in particolare, è un pensiero libero e perseverante nelle buone opere, e questi dieci anni di vita associativa lo hanno ricorrentemente dimostrato.

Perciò, in definitiva, possiamo dire di essere sulla buona strada; una strada che porta lonta­no, dove camminano uomini che parlano al mondo intero, dando un segnale forte e inequivocabile della propria operosità e del proprio modo di pensare.

Così i nostri bravi Alpini vanno incontro all'aurora del terzo millennio.
 

Mario Salvitti

Mario Salvitti. Nel suo proficuo percorso di scrittore, annovera opere premiate con impor­tanti riconoscimenti letterari e pubblicate su prestigiose riviste antologiche.

Da diversi anni cura con impegno e passione la redazione del periodico sezionale "L'Alpi­no d'Abruzzo".


 

maurilio.jpgMAURILIO DI GIANGREGORIO è nato a Castel di Ieri (AQ) il 2.10.1950.

Laureato in Chimica Industriale presso l'Università degli Studi "la Sapienza" di Roma nel 1974, in seguito si è laureato in Ingegneria Chimica all'Università degli Studi dell'Aquila nel 1979. Ha insegnato Chimica Industriale e Impianti Chimici all'I.T.I.S. di Pratola Peligna (AQ), e all'I.T.I.S. "L. Rendina". dell'Aquila: Chimica e Merceologia all'I.T.C.

Libero professionista, è titolare di uno Studio d'Ingegneria e Progettazione.

Ha prestato il servizio militare presso la Scuola Militare Alpina d'Aosta (SMALP), quale Allievo Ufficiale di Complemento del 79° Corso A.U.C. e il Servizio di Sottotenente di I2 nomina presso il Battaglione Alpini "Morbegno", Brigata Orobica, Vipiteno (BZ). Promosso al grado di tenente quindi, dopo un periodo di richiamo nel Battaglione Alpini "L'Aquila", è stato promosso al grado di capitano.

È autore dei seguenti libri:

  • - "I Martiri di Castel di Ieri - 9 marzo 1944". Anno 2003.
  • - "Il Sottotente Giuseppe Prisco nel ricordo degli alpini abruzzesi". Anno 2004.
  • - "La nostra storia". Anno 2004.
  • - "La Catastrofe di Marcinelle - Bois du Cazier 8 agosto 1956". Anno 2005.

- "Le bande musicali nella valle subequana". Anno 2006.

- "Don Carlo Gnocchi: Gigante della carità". Anno 2006, con Luigina Antonacci

  • - "La ferrovia Roma-Solmona: il commendatore Giovanni Paolucci". Anno 2006.
  • - "Panfilo Serafini e la carboneria nel Risorgimento sulmonese" in Breve rassegna culturale del centro Abruzzo. Edizione Quale Vita Anno 2006

È Capo Gruppo del Gruppo Alpini "Medaglia d'Oro Gino Campomizzi" di Castel di Ieri (AQ).

È Consigliere sezionale dell'Associazione Nazionale Alpini - Sezione Abruzzi, L'Aquila, e responsabile della Commissione cultura.

È giornalista pubblicista. Collabora con il quotidiano IL CENTRO, ORME, L'ALPINO D 'ABRUZZO.

È Socio ordinario della Deputazione di Storia Patria per gli Abruzzi, L'Aquila.

È socio ordinario dell'Istituto abruzzese per la storia d'Italia dal fascismo alla resistenza, L'Aquila.

È socio del Gruppo Archeologico Superequano, Castelvecchio Subequo AQ.

XXX° Premio internazionale di saggistica, narrativa, giornalismo, poesia, pittura e fotografia sul tema. EMIGRAZIONE, Pratola Peligna - AQ, 6 settembre 2006: 3° Premio di Giornalismo emigrazione per l'articolo Arandora Star; Medaglia d'Argento commemorativa Saggistica emigrazione per il libro La Catastrofe di Marcinelle.



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In copertina:
foto in alto a sinistra: Alpino Giuseppe Carrozzi reduce di Camarda (AQ), Alpino Guerrino detto Baldo Battaglia reduce di Salle (PE), Sottenente Giuseppe prisco reduce di Milano, Caporal Maggiore alpino Francesco Zaccagnini reduce di Bolognano (PE), tutti della Compagnia Alpini 108 del Battaglione Alpini L'Aquila.

foto in basso: i reduci del Battaglione "L'Aquila" al loro rientro dalla Russia, mentre sfilano lungo il Corso Ovidio, davanti la chiesa  dell'Annunziata, Sulmona (AQ), 2 Giugno 1943 con in testa il Sottotenente Giuseppe Prisco.

Questa foto viene pubblicata in copertina per espressa disposizione testamentaria di Giuseppe Prisco.



























































 
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